sabato, febbraio 24, 2007

Petizione - No allo scatto alla risposta

Mi mobilito anch'io per promuovere una petizione contro lo scatto alla risposta.

No al pagamento anticipato, si paghi ciò che si consuma.

Io ho già firmato.

1658. SAFF Paghiamo quello che si consuma. No agli addebiti!

Il costo di SCATTO ALLA RISPOSTA e' assolutamente 'Italiano',ovunque in Europa
si paga cio che si consuma secondo l'effettivo tempo di conversazione e
SENZA IL
COSTO FISSO DELLO SCATTO ALLA RISPOSTA che viene ADDEBITATO AL
CHIAMANTE
ALL'INIZIO DELLA CHIAMATA,INDIPENDENTEMENTE DALLA DURATA DELLA
STESSA.
I
FIRMATARI DELLA PETIZIONE RICHIEDONO L'ABOLIZIONE DI QUESTI
COSSI FISSI CHE
GRAVANO SU OGNI CHIAMATA.


Potete trovare la petizione presso il seguente indirizzo:

http://www.petitiononline.com/ste11180/petition.html



Servono almeno 10000 firme: aderite numerosi.


Patata bollente

E' una cosa trita e ritrita, ma lo scandalo è sempre evidente, ed ogni nuova dirigenza delle Ferrovie dello Stato si trova a far fronte a un'emergenza storica, che toglie binari, richiede molta manutenzione e, soprattutto, poteva essere evitata.
Sto parlando delle locomotive E.491 ed E.492.
Costruite, dalla Fiat Ferroviaria e Ansaldo Trasporti, tra il 1986 e il 1990 in 25 esemplari, dovevano dare nuova linfa vitale alla Rete Sarda, che doveva venire elettrificata a 25 kV in corrente alternata monofase, con un notevole miglioramento del servizio.
Il progetto di potenziamento, previsto nel Programma Integrativo per lo sviluppo della rete ferroviaria, fu abortito, e queste macchine, a differenza di quanto accaduto agli altri gruppi, non ebbero mai una fase prototipale e le spese furono enormi.

Pensando che una E.656 di vecchia concezione e già dotata di circuito elettronico per i treni navetta, costava all'epoca almeno 1 miliardo di Lire, queste macchine sarebbero costate pressappoco, essendo nuove all'epoca, 1 miliardo e 500 milioni l'una.

Queste locomotive non hanno ma circolato per i binari d'Italia a causa della loro incompatiblilità elettrica sulla rete ferroviaria della penisola, elettrificata a 3 kV in corrente continua, ma non possono nemmeno circolare sulla rete ad alta velocità, a causa della presenza sulle interconnessioni con la rete ordinaria, di tratti elettrificati con i 3 kV tradizionali.

Le FS hanno così cercato di vendere ad amministrazioni estere (SNCF, Ferrovie Bulgare, eccetera) queste locomotive, ma ogni tentativo è sfumato, e così nessuno sa più che fare, con il rischio che queste locomotive praticamente nuove, finiscano per esser demolite.

Come si suol dire, soldi buttati dalla finestra...

venerdì, febbraio 23, 2007

Un sentito ringraziamento.

Tanto per cominciare vorrei ringraziare chi, per stare attaccato alla poltrona, minaccia di fare andare a ramengo l'Italia;
Secondariamente vorrei ringraziare anche chi ha la testa vuota, e non pesa le parole com'è solito fare (un certo Din Don D'Alema);
Infine ringrazio apertamente gli intelligentoni che hanno preso iniziative personali, complicando la situazione politica già delicata del paese (dalla quale poteva essere facilissimo uscirne)...

giovedì, febbraio 22, 2007

Funerali solenni al senso della vergogna

Eravamo in rosso, avevamo le casse dilaniate.
Se FS ed Alitalia erano sul punto del collasso, grazie alla stramaledetta politica di Cimoli e Catania...
E' roba da vergognarsi di essere italiani, ed avere avuto nel 2001 il coraggio di votare uno che ha pensato e pensa tuttora ai propri interessi e basta.
Il solito comunista direte, no, io sono un uomo libero, un libero pensatore, un po' come Beppe Grillo, che ammiro moltissimo.
E gli italiani hanno anche un forte senso di egoismo.Le tasse sono aumentate perchè il II Governo Prodi ha dovuto cercare di riempire i buchi lasciati dai precedenti parassiti del II e III Governo Berlusconi.
Piuttosto è meglio pagare un biglietto più salato per avere un buon servizio poi, ma bisogna dire che anche gli italiani hanno poca volontà di non avere il sedile della propria utilitaria (o SUV) sotto il culo, uguale per le tasse.
Per ben apparire c'è da soffrire.
Grazie, quindi, Berlusconi di aver portato sull'orlo del crac il sistema Italia.
Grazie per aver riempito di spazzatura le anime e le bocche degli italiani a forza di soap, programmi deficienti e pubblicità.
Grazie di niente.

San Remo, appoggio la Hack

Non imponetemi San Remo, tanto non lo guarderò.
Il festival ha raggiunto livelli bassissimi e le canzoni non sono più quelle di una volta.
Sono d'accordo con quello che ha detto Margherita Hack a Pippo Baudo: a me non interessa e non mi è mai interessato seguire il festival.

mercoledì, febbraio 21, 2007

Chiuso per crisi

Mi sono lamentato del governo e ora mi lamento di un Ministro e Vice Premier che non ha saputo stare zitto quando era più che necessario.
Tanto i Verdi hanno riacquisito ulteriore fiducia da parte mia, grazie a un bell'intervento ad una Onorevole della camera sui trasporti.
Sarebbe un disastro se tornasse il Silvio, visto che l'Italia ne è uscita con le ossa rotte, dal suo governo, e con molte industrie in crisi, privatizzazioni compiute etcetera.
Spero anche che gli italiani siano così svegli da non credere a quel che dice la TV e il Vaticano, passando per la Politica della destra.
Spero in un rimpasto, altrimenti potrebbero non esserci aggiornamenti in questo blog, in caso di una futura nuova dittatura in un paese che rischia di tornare vetusto (e che già lo è) come l'Italia...

martedì, febbraio 20, 2007

Privatizzazioni, quando è troppo è troppo

Basta, non sopporto più queste privatizzazioni dei servizi pubblici a partire dall'acqua, passando per treni ed aerei. Ma che razza di governo è questo qui? Predican bene e razzolan male? Ahi ahi ahi, signori e signore, casca l'asino. Perchè lo Stato non interviene per salvare le due grandi società di trasporto ma interviene immediatamente per liberalizzare il mercato dei carburanti, che tra l'altro arrivano dalle stesse compagnie petrolifere che forniscono i dieci colossi italici? Perchè interviene poco per incentivare la mobilità alternativa?
Qui c'è qualcosa che non funziona più, preferisco un nuovo partito ne a destra ne a sinistra ne coi bacchettoni ne con gli anarchici. VERGOGNA!
FERROVIE: VISCO, AUMENTI NECESSARI. UTENTI ALL'ATTACCO: VANNO BLOCCATI
ROMA - L'aumento dei biglietti delle Ferrovie "è sgradevole, ma necessario. Altrimenti le Fs falliscono". In soccorso delle Ferrovie arriva il viceministro dell' Economia Vincenzo Visco, che giustifica in questi termini la richiesta di un ulteriore adeguamento del 10% dei biglietti a partire dal prossimo ottobre, dopo il rincaro di pari entità scattato il primo gennaio scorso. La manovra tariffaria, contenuta nel piano industriale 2007-2011 delle Ferrovie già presentato al governo, ha scatenato le reazioni negative di consumatori e sindacati che chiedono all'unisono al governo di bloccare gli annunciati aumenti per i treni a media e lunga percorrenza, alta velocità, Eurostar. Le Fs, con un 'rosso' 2006 a quasi 2 miliardi di euro, devono ora fare i conti con la concorrenza. Lo ha spiegato l'ad di Fs Mauro Moretti al cda illustrando le linee generali del piano. "Con l'Alta velocità arriveranno altri operatori interessati alla parte più appetibile del trasporto ferroviario - è il quadro tracciato da Moretti - e non c'é più lo Stato che alla fine, sempre e comunque, copre i disavanzi di gestione: non è più così e recenti avvenimenti che interessano un'altra grande compagnia di trasporto stanno a dimostrarlo" ha detto Moretti riferendosi indirettamente al caso Alitalia. "La situazione economica delle Ferrovie dello Stato è uno delle peggiori eredità che ci ha lasciato il vecchio governo perché ha tenuto ferme le tariffe per cinque anni, mentre un aumento del 2% l'anno sarebbe stato molto più razionale e tollerabile" ha puntualizzato Visco aggiungendo che, "sennò le Ferrovie falliscono". "Tutti - ha osservato Visco - aumentano e adeguano le tariffe o i prezzi se aumentano i costi, le Ferrovie no. Quindi era inevitabile un aumento del genere anche se molto sgradevole". A sindacati e consumatori tuttavia, non vanno giù gli aumenti che colpirebbero il trasporto regionale pari a + 3,5% medio annuo, secondo le previsioni del piano. Queste tariffe vengono tuttavia stabilite dalle Regioni, titolari del contratto di servizio con Fs. Il sindacato è disponibile ad un rincaro "solo per l'alta velocità, ma non per tutti gli altri che sono milioni ogni giorno" dice il segretario generale Uil, Luigi Angeletti. Per il leader Cisl, Raffaele Bonanni, le entrate previste con gli aumenti "dovrebbero servire a ammodernare i treni usati da centinaia di pendolari. Il risanamento delle ferrovie - conclude - passa per un innalzamento qualitativo degli standard dei servizi per la collettività. Questa è la vera discriminante sulla quale non faremo sconti alla dirigenza delle Ferrovie e del Governo". Aumenti "assolutamente arbitrari ed ingiustificabili" e "insostenibili" le argomentazioni di Visco, è la risposta di Adusbef e Federconsumatori. Gli incrementi sono "un errore e non sono accettabili per una serie di motivi", secondo Dino Tibaldi (Pdci). Contrari anche i Verdi che annunciano un' interrogazione. Gli utenti non resteranno a guardare, avverte il Codacons. Muro anche da parte dell'Adiconsum, Adoc, il Movimento Consumatori (Mc), che non ci stanno "a scaricare sui cittadini gli errori del management". Al cda Moretti non ha nascosto la nuova sfida che la mutata situazione di mercato impone alle Fs in difficoltà economica; "con l'apertura dell'Alta Velocità arrivano nuovi operatori interessati alla parte più più appetibile del servizio. A ciò si aggiunga - ha detto - che lo Stato interverrà sempre meno economicamente mentre aumenteranno i vincoli imposti dalla Ue". Va superata la concezione solidaristica tradottasi in passato nel produrre servizi senza valutarne l'effettiva sostenibilità, va superata la certezza dell'intervento finale dello Stato pagatore. Via anche tutte le aree improduttive che drenano risorse. La politica dei tagli agli sprechi avviata da Moretti comincia a dare i suoi frutti: nel 2007 i risparmi saranno dell'ordine di 120-150 milioni.

mercoledì, febbraio 14, 2007

I Di.Co. spiegati in maniera spicciola (o quasi)

Tra l'altro mi sembra che se una coppia vuole ottenere il Di.Co. deve essere stabile da almeno nove anni.Nove anni di stabilità possono anche sfociare nel matrimonio, per chi vuole, formando una vera famiglia e rispettando un tempo minimo di fidanzamento.Il matrimonio, infatti, è un'istituzione immediata e particolarmente instabile, perchè non c'è limite di tempo, minimo o massimo per la coppia che si puo sposare anche dopo un mese di fidanzamento, ovvero in un periodo durante il quale una stabilità certa non c'è.La stabilità, appunto, è più probabile quando una coppia si è formata ormai da anni, quindi penso che il Di.Co. sia anche una legge non solo più funzionale di matrimoni e PACS, ma addirittura aiuterà a diminuire molto il numero di divorzi.Quindi, se il regolamento venisse applicato per un tempo di fidanzamento obbligatorio precedente il matrimonio, ci sarebbe una consolidazione delle fondamenta di numerose future famiglie.

martedì, febbraio 13, 2007

DICO basta alle polemiche!

Invito i maniaci dei seggioloni politici ed ecclesiastici a confrontarsi in maniera più privata, magari in una stanza, per quanto riguarda i DICO.
Se le opposizioni (e la chiesa cattolica) hanno voglia di polemiche, evitino di esporsi alla vita pubblica, perchè il popolo italiano (me compreso), di caos ad alti livelli, ne è stufo.
Ecco dopo il perchè politica e religione vengono sulle balle a tutti, perchè si occupano a lungo di temi frivoli, senza pensare a problemi ben più gravi che interessano o stanno per interessare l'Italia.
Chi intralcia la strada alla fluidità della politica, già poco fluida, è necessario che si faccia da parte per lasciare governare chi è al potere in piena tranquillità, ma soprattutto collabori.
Inoltre i governi e le varie istituzioni devono venire incontro necessità del Popolo, siano essi di destra che di sinistra che cattolici o di centro.
Più potere al popolo significa anche più pulpiti per le strade, sul modello dell'ormai noto Speaker Corner, senza che il potere sia nelle mani di pochi.