domenica, dicembre 03, 2006

Oltre i limiti della follia...

Dal mio canto trovo, nella creazione di buchi neri in laboratorio, una potenziale conquista scientifica.

A causa delle emissioni di energia proprie di oggetti “celesti” simili, si potrebbe alimentare il mondo.

Però mai, e ripeto, mai la scienza e la tecnologia ha affrontato una simile avventura verso progressi, ma anche verso potenziali rischi.

Rischi perché il buco nero tende sì, ad evaporare, ma in tempi lunghi, e inoltre possiede una forza di gravità infinitamente grande, inversamente proporzionale alle sue dimensioni.

Quindi un buco creato in laboratorio è un rischio da non sottovalutare, perché la materia, prosegue il collasso “oltre lo stato di neutroni” (le stelle fanno così) e mentre collassa può generare l’esplosione a supernova.

Quindi, oltre al buco nero, può entrarci anche l’esplosione che si porta dietro la baracca “CERN”.

In questi test quindi invito la scienza e la tecnologia alla cautela, perché ho diritto alla vita.

Si sono verificate numerose catastrofi legate alla superficialità di valutare i rischi, come il Vajont nel 1963 o l’incidente di Černobyl nel 1986, nonostante pressanti appelli di avviso o preoccupazioni da parte dei cittadini.

Non voglio provocare nessun pregiudizio nei confronti della scienza o dell’astrofisica, basta che sia garantita al 100% la sicurezza ai non addetti ai lavori.

Perché altrimenti si va a finire sulla scienza matta.

Rammento che un buco nero non è uno scherzo, ma un materiale di estrema pericolosità, che se fugge al controllo può rivelarsi una mina vagante.

Ma anche se ho scritto che non voglio fare pregiudizi, è bene che si ricordi cosa successe con la torre di Babele, non per fatto religioso (non mi considero credente) ma per fatto di saggezza: l’uomo voleva avvicinarsi troppo a “Dio” e fu punito.

Temo che qui il discorso sia simile: vogliamo sapere per forza la “verità” sull’origine di tutto l’Universo; la verità non è mai stata pronunciata ne scritta o vista, e quando l’uomo è sul punto di scoprirla, ecco che viene respinto.

Nulla è più falso e pericoloso delle religioni umane, e nulla è più vero e pericoloso della scienza.

Ma puo esser vero che l’uomo sia stato visitato in tempi remoti dagli alieni, che gli hanno raccontato che “il loro pianeta è stato distrutto da un buco nero perché volevano sapere la verità”.

Il problema è che siamo sei, quasi sette miliardi di persone, senza scialuppe di salvataggio, su un pianeta rarissimo in questa galassia.

In caso di emergenza come si fugge?

Cambiando nuovamente argomento, penso che una certa branca dell’astrofisica sia diventata un tantino testarda, incaponendosi solo su teorie decrepite.

Come mai si pensa che i buchi neri siano gallerie che possono portare anche indietro nel tempo?

A chimica abbiamo studiato tutti (o quasi) che certi tipi di materia non possono subire una reversibilità di stato, come il legno, che, bruciato, non tornerà mai allo stato originale, ma rimarrà cenere.

Perché parlo di questo? Perché questa sarebbe la conferma che il tempo può andare solo avanti e mai indietro, quindi la teoria dei buchi neri intesi come tunnel tra “universi paralleli” penso che sia la classica montatura fantascientifica senza alcun fondamento.

Il buco nero, come ho già spiegato e pensato, non è altro che un corpo contrattosi fino a un punto di “non ritorno”, possedente una forza di gravità impressionante, nonostante le sue ridotte dimensioni.

Insomma il buco nero non ha una massa infinita, ma finita, semplicemente è concentrata in un punto veramente ristretto, possedente la stessa gravità del corpo a dimensioni “espanse”.

Mi spiego meglio:

Se al centro del sistema solare, invece che il Sole, si trovasse un buco nero della sua identica massa, anche se grande un chilometro, terrebbe in perfetto equilibrio il sistema solare, solo è che mancherebbe la luce, ma non l’energia, che risulterebbe pari a quella emessa dal Sole.

La mostruosità di questi corpi, però, sta nel fatto che tendono a formarsi in zone con forte presenza di materia, vedi il centro delle galassie, ma riescono a mantenere gli equilibri.

Se la Via Lattea non avesse un buco nero al suo centro, la nostra galassia risulterebbe un ammasso incomprensibile di stelle e pianeti.

E più ci si avvicina al centro, più le stelle si fanno vecchie, quindi c’è una probabilità maggiore che si formino buchi neri per cause varie, e per sovraffollamento di materia e per collassi di stelle.

Essendo la zona affollata capita quindi che, ogni tanto, una stella incappi in uno di questi oggetti, e si metta ad orbitare intorno ad esso a distanze particolarmente ravvicinate, quindi si verifica un rapido scambio di materia in direzione del buco nero in caso che la stella abbia minore o egual massa rispetto a quella del buco, altrimenti, se la stella ha massa maggiore, la quantità ad essa strappata sarà minore, a seconda della rapidità del transito.

Eventi simili si verificano a doppio senso in certe stelle binarie che di tanto in tanto si trasformano in “novae”, a causa della poca distanza che le separa.

La stella superando il limite di Roche, a causa delle forze di marea causate dal buco nero, subisce lo sfaldamento di un dato tratto della sua superficie che precipita sul buco, ma può anche darsi che venga catturata in orbita ristretta intorno all’oggetto, finendovi i suoi giorni, ma se a debita distanza puo coprire orbite regolari senza danni, a patto che non si verifichino aumenti di massa da parte del buco nero, che potrebbero portare ad instabilità orbitale.

E’ la stessa cosa che fa la nostra Luna con il mare, in maniera molto più accentuata.

Se quindi avessimo un buco nero in orbita con la stessa massa della Luna succederebbe che la gravità sarebbe fortissima in prossimità del buco, ma gli effetti sulla Terra non varierebbero, anche se verrebbero a mancare notti romantiche

Spero comunque che il succo del messaggio entri nella testa di tutti, perché è bene che le cose potenzialmente pericolose e i rischi ad esse allegate, non vengano presi alla leggera.

Non mi va di pagare con la mia vita per il semplice gusto di dire “abbiamo la verità”: l’universo è infinito, o peggio, non abbiamo la verità.

In fondo alla notizia che ho preso approssimativamente in esame, comunque, leggo “Vedere un buco nero evaporare, come da lui predetto, sarebbe il coronamentodi tutta la sua vita da scienziato. Speriamo che abbia ragione”…

Bello, che fine incoraggiante.

E’ come dire “Vedere salvare una persona sull’orlo del precipizio sarebbe una cosa bellissima. Speriamo che sia così”.

E tutto è in incerto.

Bello il segnale di fiducia.

Speriamo bene!

3 commenti:

mybyte ha detto...

Il lavoro di Bekenstein mostra come l'attività super-radiante dei buchi possa essere descritta in modo piuttosto semplice, assumendo che i buchi neri abbiano una capacità termica negativa, legata alla possibilità di stati ad energia negativa nella teoria quantistica dei campi.

Più in generale, il risultato di Bekenstein fornisce una spiegazione molto diretta del perché la radiazione di Hawking sia naturalmente meno elevata nei buchi neri ordinari, quelli cioè che si formano a partire dal collasso gravitazionale di stelle massive.
In questo caso il dominio di coerenza è meno forte che in un minibuco perché si estende su un'area piuttosto vasta e dunque l'attività radiante ha diversa intensità e diverso spettro.ù

Mentre nell'approccio semi-classico di Hawking il risultato appariva come una combinazione piuttosto fragile, sebbene ingegnosa, di RG ed MQ, il lavoro di Bekenstein descrive la risposta super-radiante dei buchi neri in modo del tutto generale, utilizzando i principi della termodinamica e la teoria quantistica dei campi e fornendo le caratteristiche ondulatorie di ogni emissione direttamente in relazione alla massa ed alle caratteristiche della perturbazione esterna.

Non dobbiamo pensare tanto ad una singolarità imprendibile che deforma l'attività del vuoto quantistico intorno, ma piuttosto ad una peculiare caratteristica delle modalità organizzative dello stesso vuoto in condizioni particolari.

Si tratta di risultati fondamentali per il lavoro che ancora si sta tentando per mettere a punto una teoria quantistica della gravità e che lo stesso Bekenstein ed i suoi allievi, oggi presso la Hebrew University di Gerusalemme, stanno sviluppando.

Recentemente C. Vafa e A. Strominger (1996) hanno descritto il dominio di coerenza di un buco nero estremale attraverso la teoria delle super-corde, effettuando l'analisi dei microstati correlati.

Una linea particolarmente interessante è legata al limite di Bekenstein, che emerge naturalmente dalla termodinamica dei buchi e che ha valore assolutamente generale, non essendo direttamente connesso, nella sua formulazione matematica, a situazioni gravitazionali.

Se consideriamo l'entropia S come una misura del disordine di un sistema, l'informazione I, secondo la celebre formula di Shannon, I = - S, può essere vista come un indicatore dell'ordine di un sistema fisico.

L'approccio termodinamico permette di fissare un certo contenuto massimo di informazione per un sistema fisico di una data massa o, alternativamente, un limite all'entropia.

Sappiamo già che queste grandezze sono legate al numero dei micro-stati e dunque il limite di Bekenstein permette di conoscere il numero degli stati possibili di un sistema partendo soltanto dalla sua massa.

Quindi: il microbuco nero irradierà evaporando in 10^-44 secondi.

Non c'è alcun rischio neppure per 1 solo protone dell'acceleratore che lo produce.

L'energia dispersa sarà inferiore a quella utilizzata dall'acceleratore con trasformazione entropica (seconda legge della termodinamica).

Non si sfugge alle leggi della Fisica.

Quando accade il modello è troppo sempliciotto, quindi da ampliare correggendolo.

Azero II ha detto...

A parte che per formare un buco nero, anche se piccolo, dovrebbe esser necessaria un'energia infinita...

Speriamo per il bene e grazie per l'intervento ;-)

mybyte ha detto...

Non è una singolarità per cui in teoria servirebbe energia infinita.
Quella della singolarità (di cui i buchi neri sarebbero le ombre della singolarità iniziale del big bang) è un vecchio errore corretto da ormai 30 anni della vecchia relatività generale.
Tutto qui sai, prego azero.
Tranqui che non c'è alcun pericolo.